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Malattie OsteoarticolariArtrite, Artrosi, Reumatismo, Gotta, Osteoporosi Se vai cercando qualche medicina speciale, capace di curare i tuoi problemi articolari, non preoccuparti di continuare la lettura di questa pagina. Considerato che la "scienza medica" può far smaltire una sbornia, senza dover per questo far smettere di bere, allora continua pure a credere che vi siano delle possibilità di curare la tua malattia, senza che prima vengano rimosse le cause che l'hanno generata (Dr. Herbert M. Shelton). La parte esterna dell'articolazione è protetta dalla capsula articolare e la membrana sinoviale ne ricopre tutta la parte interna. La guaina sinoviale è un manicotto che circonda i tendini dei muscoli che muovono le dita delle mani e dei piedi. Quando si infiamma siamo in presenza di una sinovite È interessante notare che la cartilagine non possiede capillari sanguigni o linfatici e solo il 5% del suo volume è occupato dalle cellule (condrociti). La sua buona salute dipende dall’azione di pompa (compressione-rilasciamento) esercitata dai vari movimenti. La compressione fa spostare il liquido sinoviale nello spazio articolare e da qui nelle venule. Nella fase di rilasciamento, il liquido entra nella cartilagine per assorbimento. Per evitare l'usura di un'articolazione è necessario che: vi sia del movimento, non traumatico, che renda efficaci ed attive le varie parti che la costituiscono, Le malattie reumatiche o osteoarticolari Con il passare degli anni, si scoprì che la patologia presentava varie aspetti, ben definibili ed inquadrabili sia come eziologia che sintomatologia, nacque allora la "Reumatologia". La prima patologia inquadrata fu la Gotta, a cui seguirono le Artriti infettive e le para-infettive. Furono quindi identificate la Spondilite anchilosante, l'Artrite reumatoide (AR), le Connettiviti e le Artriti giovanili. Si riuscì ad isolare e rendere quasi innocuo il Reumatismo articolare (Febbre reumatica o malattia Bouillad). Secondo l'Arthritis Foundation (1), con la dicitura "Artropatie" o "Malattie osteoarticolari," si includono circa 100 differenti patologie, che possono colpire le articolazioni e il tessuto connettivo in tutto il corpo. Generalmente causano dolori, gonfiori e spesso diventano croniche. Quelle di tipo cronico-evolutivo e potenzialmente invalidanti, affliggono in Italia circa 5,5 milioni di persone, con la seguente distribuzione: Artriti, Artrosi, Osteoartrosi (70%), -------------------------------------------------------------------------------- REUMATISMO Dal punto di vista scientifico i Reumatismi interessano le articolazioni (artrosi, reumatismi extra articolari che interessano tendini e muscoli, artrite reumatoide, spondiloartriti, ecc.). Generalmente i Reumatismi compaiono in età avanzata: fra i 18 e i 60 anni il 18% della popolazione, sopra i 60 anni l'80%. La terapia dipende dal tipo di patologia. "Generalmente le varie forme di reumatismo: nevralgia, lombaggine, sciatica, reumatismo muscolare, nevriti, gola infiammata, dolori vari ecc., seppur talvolta molto dolorose, tendono ad avere un decorso limitato e sono perciò meno temute dell'artrite nelle sue varie forme. Va però sottolineato che queste forme "leggere" di reumatismo, sono frequentemente il campanello di allarme che segnala l'arrivo dell'artrite. Purtroppo, assai spesso i primi segnali sono sottovalutati, e vengono soppressi con medicine, bagni, massaggi, manipolazioni, ecc. Così facendo non si comprende che la causa del problema non viene rimossa e nulla potrà prevenire il suo progredire verso uno stato cronico che può portare all'invalidità" (Brano del Dr. Victor, P. Fleming, M.B., M.D. (Dal Dr Tilden's Health Review and Critique, 1936). ARTRITE Le Artriti possono essere suddivise in acute (più diffuse) e croniche. Le parti più colpite sono: polsi, ginocchia, gomiti, fianchi, spalle, dita delle mani e dei piedi. Tra le possibili cause troviamo: infezioni, problemi nel sistema immunitario, attacco di gotta, ecc. I microrganismi possono causare l'Artrite arrivando dall'esterno attraverso ferite, oppure per via indiretta tramite la circolazione sanguigna. La Medicina Ufficiale cura quelle acute e infiammatorie con farmaci antimicrobici, antibiotici o sulfamidici (soprattutto gli inibitori della Cox-2 che presentano meno effetti collaterali). Per le Artriti croniche usa i cortisoni. Sono consigliate anche le cure termali, la dieta, gli integratori alimentari, la fisioterapia e i massaggi. L'Osteoartrosi, è una malattia caratterizzata dalle alterazioni metaboliche del condrocito, ossia della cellula che costituisce la cartilagine a cui si aggiunge la degenerazione dei tessuti ossei dell'articolazione. Le aree colpite più frequentemente sono: le dita della mano, il ginocchio, la colonna vertebrale (Artrosi cervicale, Artrosi lombare) e le anche (Artrosi vertebrale o Spondilite anchilosante). Ciò non toglie che possa colpire anche le altre articolazioni. Generalmente si differenzia dall'Artrite reumatoide (AR) perchè colpisce solo un lato del corpo (ad esempio solo la mano destra), mentre l'AR lavora in modo simmetrico, se colpisce la mano destra, colpirà anche la sinistra. Talvolta il dolore e la rigidità affliggono tutta la zona circostante l’articolazione colpita e vi può essere una limitazione nei movimenti. Il dolore tende a peggiorare con il movimento e si allevia con il riposo: i sintomi sono più fastidiosi al risveglio. Quando il dolore si presenta di notte o durante il riposo, la malattia ha raggiunto una certa gravità. La Medicina ufficiale non ha ancora scoperto le cause dell'Osteoartrosi, e le cure attuali tendono a bloccare l'erosione della carilagine utilizzando sostanze "condro-protettrici". Il suo approccio terapeutico prevede una duplice azione: sintomatico: con FANS e salicilati, più raramente gli steroidi, L'Osteortrosi rappresenta, in tutto il mondo, una delle più comuni malattie a carico delle articolazioni. Nei paesi occidentali, si riscontra radiograficamente nella maggior parte delle persone sopra i 65 anni. Sopra i 75 anni ne soffre l’80% della popolazione. Questa patologia, malgrado i continui progressi tecnologici della medicina ufficiale, sembra tenere in scacco i ricercatori, pare banale, ma rappresenta un onere assai pesante, umanamente e socialmente parlando. ARTRITE REUMATOIDE (AR) O POLIARTRITE CRONICA Colpisce prevalentemente le articolazioni, ma può coinvolgere anche il sistema nervoso, l’apparato respiratorio, l’apparato cardiocircolatorio ed il sangue. Le articolazioni colpite possono perdere la loro struttura e la capacità di eseguire movimenti normali. L'RA può durare molti anni, alternando dei periodi di attività ad altri di remissione. una sua caratteristica è quella di colpire in modo simmetrico, ovvero sui due lati del corpo contemporanemente. Per esempio, se è interessato il ginocchio detro lo sarà anche quello sinistro. Questo è in contrasto con l'Osteoartrite che può colpire solo un lato del corpo. Peranto un dolore persistente, accompagnato da gonfiore, in più di un'articolazione in entrambe le parti del corpo potrebbe far pensare ad un'attacco di AR. La Medicina ufficiale non ha ancora scoperto le cause di questa malattia, la considera come una Malattia autoimmune, ovvero una disfunzione del sistema immunitario che attacca i tessuti sani delle articolazioni, iniziando così un processo infiammatorio e deleterio per le parti delle medesime. La cura si avvale dgli inbitori specifici COX-2 e, nel peggiore dei casi, dell'intervento chirurgico. Sono consigliati anche la dieta ed un corretto esercizion fi Si manifesta con attacchi infiammatorie acuti alle articolazioni dovuti ad accumulo di depositi uratici nei tessuti. Se non vengono rimosse le cause evolve diventando una patologia cronica invalidante. La terapia medica si propone i seguenti obbiettivi: prevenire gli attacchi acuti ricorrenti,
Le donne sono le più colpite, oggi una donna su tre, dalla menopausa in poi corre il rischio di subire delle gravi perdite di tessuto osseo. Comunque anche i maschi non ne sono indenni, in quanto circa un terzo della popolazione maschile soffre di fratture osteoporotiche del collo del femore. A 75 anni la massa ossea di una donna può già essere dimezzata, mentre in un uomo novantenne si osserva un calo che si aggira intorno al 25%. La Medicina Ufficiale, per ciò che riguarda le donne, riporta la causa dell'osteoporosi nella perdita della funzione ovarica, conseguente alla menopausa, Questa perdita causa la scomparsa degli estrogeni; gli ormoni che servono anche ad ostacolare la perdita di massa ossea. Rappresenta perciò una delle complicazioni più serie legate alla menopausa. Altri fattori aggravanti possono essere: fumo, sedentarietà, consumo di alcolici, predisposizione genetica, struttura corporea gracile, lunghi trattamenti con cortisonici, rimozione chirurgica delle ovaie, inadeguato apporto alimentare di calcio, prolungata immobilizzazione. Siccome l'osteoporosi è sempre stata correlata alle donne, la comprensione di tale malattia negli uomini è ancora rudimentale, ma le informazioni emergenti nella ricerca dell'osteoporosi nelle donne provvederà una buona base per capire anche quella negli uomini. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Avvertenza: in nessun caso i testi raccolti sono un invito a curarsi da soli ma sono solo un’opportunità per conoscere e riflettere su possibili percorsi alternativi da esplorare. Invitiamo quindi a rivolgersi sempre per approfondimenti ai professionisti preposti a consigliare e prescrivere eventuali cure, dosaggi ecc.. |
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